Montagne e felicità…

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Sono rari i romanzi di montagna, come sono rari tutti coloro che amano la montagna sotto ogni aspetto e la percepiscono alla maniera di una dimensione elettiva. Questo accade perché la montagna possiede una peculiare estensione letteraria fino a divenire luogo letterario a tutti gli effetti. L’incantesimo operato da questo locus lo si scopre nel momento in cui l’ambiente alpino pone in discussione la normale concezione dello spazio e del tempo rompendo ogni consueto schema esistenziale, antropologico e culturale.

         Il romanzo Le otto montagne di Paolo Cognetti l’ho scelto sulla base di questi presupposti oltre che suggerito dalla mia natura da orso orchesco. La Montagna (in quanto locus qui di seguito volutamente con la M maiuscola) non è per tutti. La maggioranza dei lettori, senza offesa, è da spiaggia, piuttosto che da Mare, che con la montagna condivide l’essere alto, profondo oltre che totale e totalizzante.

         Per amare la montagna occorre essere spiriti resistenti e ribelli, anime che non si accontentano facilmente delle convenzioni e che instancabilmente desiderano l’altro e il possibile. Così, preso da un insolito entusiasmo, ho letteralmente divorato il romanzo di Cognetti in nemmeno due giorni. Non è un merito la facilità di digestione quando la lettura è avvincente. Comunque: letto e goduto. La scrittura è scorrevole fin dalle prime righe, linguisticamente chiara oltre che straordinariamente efficace. La storia è semplice, lineare, con qualche appropriato piano temporale congegnato in modo da sorreggere la narrazione e fornire agli avvenimenti una buona base di riferimento storico.

         Devo ammettere che Le otto montagne di Paolo Cognetti è stata una scoperta. Malgrado la meraviglia trovo esagerato quanto alcuni hanno scritto definendo questo romanzo un classico della letteratura. Certo, la scrittura rientra appieno in quello che potrei definire un criterio di classicità in quanto scelte stilistiche, ma il tema dell’amicizia, lo devo sottolineare, non è una novità (pensiamo a La trilogia del ritorno di Fred Uhlman o al super classico ‘Narciso e Boccadoro’ di Hermann Hesse, solo per citare alcuni illustri precedenti). Nel caso di Cognetti è diverso e nuovo il registro narrativo scelto, modulato sull’amore per la montagna e le sue conseguenti declinazioni nella quotidianità.  In ogni caso rimane una lettura che appassiona e che scivola via senza cedimenti nella trama anche quando la banalità dell’esistenza umana assume toni disincantati. Se fosse stato lento e verboso, non sarei riuscito a concedermi una sana lettura full immersion (cosa che non mi capitava da tempo). Uno dei pregi, inoltre è che, nonostante l’amore dichiarato dall’autore per la montagna e l’alpinismo, non eccede mai in tecnicismi da manuale di arrampicata oltre che non scadere nella semplice cronaca di mille e un’ascensione.

         Voglio aggiungere che questo romanzo, per me, è stato un richiamo, un tornare a calpestare i sentieri della mia gioventù fino a scalare ancora per una volta le cime che Pietro e sua padre hanno attaccato con quella sana incoscienza che prende tutti i fanatici della montagna. Ho riassaporato la gioia dell’alpinismo rivivendo le mie lunghe camminate, quando la fatica evapora nei momenti di sosta in vetta, dove il silenzio ti avvolge in un manto di luce. In alto, sulle cime, di quello che consideriamo la civiltà, rimane un quaderno fradicio di pioggia e neve, qualche penna che scrive per miracolo, croci di ferro bruciate dai fulmini e quel desiderio che ti fa dire come Gianni ‘senza più dover scendere a valle…’ Cognetti ha riassunto in questo pudico desiderio la stessa voglia che sento crescere dentro di me quando mi rintano per mesi in montagna dove per orizzonte ho il bianco dei ghiacciai dipinto in una linea frastagliata e senza fine. Ho sempre amato la letteratura di montagna non accontentandomi mai delle mie Alpi, quelle che vedo con nostalgia dalla pianura del novarese, da casa e dalle finestre della scuola, ma spingendomi coraggiosamente oltre, un passo dopo l’altro.

 

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